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ROCK SOUND - SPECIALE PUNK
n. 22, 2005
BACK TO THE OLD SCHOOL
di Stefano Gilardino
È bastata una rapida occhiata al
booklet della compilation "Hate/Love" (oltre che un
ascolto…) per capire che se ne sarebbe dovuto parlare
più approfonditamente. Abbiamo contattato Roberto per farci
raccontare la genesi del disco e del progetto, oltre a molte
altre novità.
Per prima cosa parliamo del sito LoveHate80, visto che è
nato tutto da lì.
Roberto: L'idea di creare un sito di documentazione sulla
scena punk hardcore italiana degli anni Ottanta nasce sul finire
del 2002. A gestire LoveHate80 siamo in tre: io ed Angelo, che
proveniamo da varie esperienze legate alla scena di fine 80/inizi
90 (fanzine, programmi radio, band), e Giorgio, della Mele Marce
Records (partita a metà anni 80 come semplice distribuzione
di materiale autoprodotto, poi divenuta attiva etichetta
discografica nei 90). Internet ci ha permesso di mettere a
disposizione di tutti materiale quasi introvabile. Parallelamente
al sito, portiamo avanti diversi progetti e il disco è stato
il primo a concretizzarsi, permettendo a LoveHate80 di uscire dal
web. Lavoriamo fondamentalmente a un libro e a un
film-documentario, ovviamente sulla scena italiana degli anni
80.
Il disco arriva come giusto premio per
anni di impegno, dunque… Come è nata l'idea, quanto
tempo vi ha preso, come avete contattato le band?
R.: I contatti con le band sono iniziati non appena
avviato il sito, perché indispensabili per un serio e
preciso lavoro di documentazione. Poi è arrivata l'idea del
libro e la ricerca ha avuto un'accelerata. Quando abbiamo deciso
di realizzare il disco, avevamo già recuperato la maggior
parte dei contatti dei 45 gruppi presenti su "Hate/Love", oltre a
molti altri. La lavorazione è durata quasi un anno e mezzo e
la difficoltà maggiore è stata quella di recuperare le
storie del booklet che, tranne in pochissimi casi, sono state
scritte appositamente per questa compilation dagli ex dei gruppi.
Anche progettare e realizzare la grafica è stato molto
impegnativo. Me ne sono occupato personalmente, ma all'inizio si
pensava di affidare l'artwork a un grafico della vecchia scena,
il quale, per una questione di tempi, non ha potuto accettare.
Siamo comunque molto soddisfatti del risultato finale.
Immagino che abbiate ricevuto anche dei
rifiuti, vista la mancanza di alcuni pezzi grossi nel disco.
Pensi che ci siano dei motivi particolari dietro a tutto
ciò?
R.: Rifiuti secchi non ne abbiamo avuti, solo due band
hanno preferito non comparire sul disco, per diversi motivi: un
gruppo non se l'è sentita di darci l'ok per il pezzo
perché da anni alcuni componenti non si sentono, mentre
l'altro pare non sia molto favorevole alle compilation per via di
precedenti esperienze… Per cui no, direi che non c'è
stato nessun motivo particolarmente rilevante dietro questi due
"rifiuti".
State anche facendo un archivio di tutte
le fanzine possibili e immaginabili. Avete in mente qualche
pubblicazione futura o è solo un vero e proprio
archivio?
R.: L'archivio delle zine è un'esigenza primaria per
LoveHate80, serve soprattutto per recuperare le notizie che
andranno a comporre il libro e ad alimentare le pagine del sito.
All'epoca in Italia non c'erano riviste che scrivevano di punk e
hardcore, a parte qualche sporadica eccezione, dunque le zine
nascono proprio per raccogliere e diffondere, nella maniera
più veritiera possibile, le notizie riguardanti la scena e i
gruppi. Inoltre, tra i nostri progetti futuri, c'è la
ristampa di TVOR: all'operazione prenderà parte anche Stiv
"Rottame" Valli, la mente che nel 1981, assieme a Marco
"Maniglia" (voce dei Crash Box), diede vita a questa splendida
fanzine. Sono probabili altre ristampe, dopo TVOR.
Parlaci meglio di questa cosa...
R.: Verranno ristampati i cinque numeri di TVOR usciti
nella prima metà degli anni 80 in un libro di circa 300
pagine; oltre a ciò, sarà presente un'ampia sezione
finale dedicata a inediti di vario genere tra cui illustrazioni,
flyer, ecc. Le pagine verranno riprese direttamente dagli
originali di Stiv che, come ti dicevo, partecipa attivamente al
progetto: probabilmente disegnerà la cover del
libro-raccolta, scriverà le presentazioni dei numeri e
metterà a disposizione tutti gli originali e i vari inediti.
Teste Vuote Ossa Rotte è stata una delle migliori fanzine
hardcore mai stampata a livello mondiale per l'originalità
dei contenuti e per la grafica innovativa. Ancora oggi è
ricercatissima e, ovviamente, quasi introvabile.
Il disco, come mi hai confermato, sta
avendo grande successo. Credi che sia dovuto a un effetto
nostalgia per quegli anni irripetibili o a un rinnovato interesse
per un periodo dell'hardcore che è diventato mitico per la
portata rivoluzionaria che ha avuto sulla musica punk italiana e
non solo?
R.: Si, il disco sta andando molto bene, ce ne sono
rimaste pochissime copie.
Indubbiamente oggi c'è un rinnovato interesse per il punk e
dunque "ripescare" dalle origini credo sia un'esigenza normale
per tutti. I più giovani sono incuriositi mentre, tra gli
altri, qualcuno ha confessato di aver avuto i brividi mentre
sfogliava il booklet di "Hate/Love". Un pizzico di nostalgia
c'è e credo sia giusto così.
Visto il successo, pensate di poter fare
un secondo volume del disco, anche pensando a tutte le band che
sono rimaste escluse dal primo?
R.: Non lo escludiamo, ma per il momento siamo concentrati
sugli altri progetti, che stanno diventando sempre più
numerosi e impegnativi. Ci è molto dispiaciuto dover
rinunciare ad alcuni gruppi, purtroppo i tempi stretti del vinile
non ci hanno permesso di averli tutti sul disco.
Il vostro sito è devoto all'hardcore
degli anni Ottanta. Qual è il tuo parere sulla scena
attuale, invece? pensi ci siano band in grado di ricreare quel
tipo di emozioni e atmosfere?
R.: Non so molto della scena italiana attuale, conosco
pochissimi gruppi e sono tutte band di miei vecchi amici…
Non sarei corretto se facessi solo quei 4/5 nomi, ma posso dire
che mi piacciono i Flu! di Roma. Non sono ancora riuscito ad
ascoltare il disco, ma dal vivo li ho seguiti sin dall'inizio.
Comunque credo che oggi sia molto difficile riuscire a ricreare
quel tipo di emozioni per il semplice fatto che i tempi sono
cambiati. In principio era tutto più difficile e precario,
dunque bisognava essere estremamente convinti di quello che si
faceva per andare concretamente avanti con una band, le
difficoltà erano enormi. Adesso è più facile e
scontato, dall'organizzazione dei concerti agli scambi, al
recupero di notizie (vedi Internet, mp3, riviste) e i gruppi
hanno la possibilità di registrare i loro promo con il
computer, senza neanche uscire di casa. Tutto questo ha
lentamente ucciso il vero spirito. Credo che oggi la maggior
parte dei punk non sia realmente incazzata, o se lo è,
magari si sfoga sui blog personali o sui numerosi guestbook,
incluso il nostro. Il tipo di "disagio" è mutato così
come sono notevolmente cambiati i mezzi per esprimersi. Oggi
forse si vive meglio e di conseguenza la rabbia si è un po'
placata. Certo, le eccezioni non mancheranno, ma la scena è
inevitabilmente cambiata. Ogni momento ha le sue particolari
atmosfere e indietro non si torna.
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SUPERFLY n. 13, aprile/maggio 2005
Speciale LOVEHATE80
di Chef Ragoo
È decisamente il momento della riscoperta
per il periodo dorato dell'hardcore italiano. Negli ultimi due o tre anni
molte label hanno deciso di ripubblicare su cd le irripetibili discografie
di gruppi che negli anni 80 hanno fatto la storia di questo genere: si
va dalla major V2 (Negazione), alla SOA Records di Paolo Petralia (Rough,
Peggio Punx, Crash Box e Raw Power), alla EU'91 di Giulio dei Cripple
Bastards (Wretched e Impact) fino alle ristampe in proprio di Indigesti,
Atrox e Eu's Arse. In questo panorama si rendeva indispensabile una
sorta di "centro documentazione" del punk estremo di casa nostra che
potesse fare da punto di riferimento per i teenager che che cercano
annaspando di uscire dalla melmosa marea che i discografici vendono
come "punk rock". C'era bisogno, per esempio, di un sito sostanzioso
che partisse dall'esempio dell'inossidabile Kill From The Heart
(la banca dati dell'hardcore mondiale), con la stessa capacità di
raccogliere le storie, i testi, le idee delle band di quella generazione,
coinvolgendo i protagonisti dell'epoca in prima persona. Ce
n'era bisogno e quindi - come sempre quando si parla di HC - c'è chi
si è rimboccato le maniche e lo ha fatto, senza attendere il
deus ex machina o delegare gli altri. Ecco quattro chiacchiere
con Roberto di LoveHate80, uno dei responsabili di questo vasto
progetto documentale, che ha di recente raggiunto anche gli
scaffali dei negozi di dischi con un antologia del meglio di quel periodo.
Ristampe su ristampe di dischi che
a cercarli originali costano uno stipendio, magliette
che negli anni Ottanta i punk sognavano adesso sono in
bella vista bootlegate nei banchetti, le riviste più
o meno specializzate dedicano sempre più spazio a parlare del
passato dell'hardcore italiano. Sembra che sia sorta l'urgenza di
celebrare lo spirito di tutto quel fottio di gruppi caciaroni
che giravano l'Italia (o l'Europa, o il mondo) per quattro soldi,
quella scena musicale così sfaccettata e compatta, così "ricca&povera".
Secondo te nell'aria c'è più voglia di storicizzare
o di mercificare l'hardcore italiano degli anni 80?
Indubbiamente c'è un ritorno al punk ed è inevitabile che si
vada a scavare nel passato. I ragazzi più giovani sono molto
incuriositi e si affacciano con rispetto alla vecchia scena
italiana, i più grandicelli - e qui ci siamo pure io e te - si
guardano indietro e per forza di cose riaffiorano ricordi di
emozioni irripetibili. I dischi hanno un mercato, come tutto. Sono
tirature molto limitate e fanno gola ai collezionisti di vinile di
tutto il mondo. Alcuni titoli sono quasi introvabili e hanno raggiunto
quotazioni esorbitanti, tipo il 7"EP split Indigesti/Wretched, i
primi EP dei Nabat, ecc. Altro discorso per chi invece sceglie di
produrre e/o distribuire materiale legato alla vecchia scena hardcore
italiana: credo che queste persone siano armate esclusivamente di vera passione.
Non penso che si possa diventare ricchi, o semplicemente riuscire a campare,
vendendo delle spillette o qualche CD bootleg dei vecchi gruppi italiani.
La passione è la prima cosa, sciacalli veri e propri non credo bazzichino
da queste parti, almeno per il momento. Certo, per correttezza
bisognerebbe chiedere prima il permesso ai gruppi ma per esperienza
personale posso dire che non è sempre facile riuscire a rintracciarli...
comunque bisogna provarci in tutti i modi possibili.
All'improvviso, su Internet,
chi cerca le parole chiave "Negazione", "Peggio Punx" o
"Cheetah Chrome Motherfuckers" vede comparire sul browser
un nuovo sito, dall'aspetto fighissimo e decisamente
in tono con la materia trattata, prima un po' scarno,
poi sempre più ricco - tanto da diventare in breve
la fonte primaria di informazioni su quella scena.
Come ti/vi è venuto in mente di tirare su www.lovehate80.it ?
LoveHate80.it è in rete dall'11 febbraio 2003, l'idea è
venuta a me e ad Angelo e qualche mese più tardi è
arrivato Giorgio. Il motivo principale per cui trascorriamo
il nostro tempo a occuparci del sito e dei vari progetti paralleli,
dedicati esclusivamente alla prima scena punk hardcore italiana, è
la voglia di non dimenticare e far scoprire a chi non c'era - oppure
era distratto - quella musica, quell'urgenza, quella creatività
incontrollata che dai primi anni 80 ha percorso tutta l'Italia
riuscendo a sconfinare in Europa e addirittura oltreoceano. Oltre al
sito siamo impegnati alla stesura di un libro, non un romanzo ma un
viaggio che ripercorra in modo dettagliato, anche attraverso tantissime
immagini, dieci anni di musica punk e hardcore in Italia. Altro progetto
è un film-documentario sullo stesso argomento e con gli stessi intenti:
sarà realizzato con filmati d'epoca di vario genere intramezzati da
video-interviste fatte appositamente ai protagonisti di allora e riprese
tra il 2004 e quest'anno. Ne approfitto: se qualche lettore è in possesso
di materiale sulla vecchia scena punk hardcore italiana come fanzine,
fotografie, manifesti e video è vivamente invitato a contattarci: info@lovehate80.it.
Quanto "spirito" hai riscontrato - nel tuo andare a caccia di info, audio, video e quant'altro - tra i "grandi vecchi" della scena? C'è ancora amore per quello che hanno fatto o sono diventati "grandi e vecchi"? Hanno voglia di spulciare nei loro cassetti segreti o preferiscono tenerli chiusi pudicamente, e stupidamente?
Dipende. La maggior parte degli ex dei gruppi è molto disponibile e ci dà una mano con piacere; invece alcuni, pochissimi a dire la verità, sono restii e preferiscono evitare immersioni in scatoloni polverosi pieni di ricordi. In ogni caso quel periodo ha segnato a vita tutti, nel bene o nel male. C'è da dire che non era tutto rose, fiori, concerti e spensierati "mucchi selvaggi": erano gli anni 80, l'eroina dilagava e l'Aids mieteva le sue prime vittime, anche in Italia. Se qualcuno preferisce non ricordare determinate situazioni, ha tutta la nostra comprensione. Non insistiamo mai, se la collaborazione arriva è ok, altrimenti va bene lo stesso.
E i vostri cassetti segreti? Evidentemente anche voi di LoveHate80 avete una "biografia hardcore"...
Nei nostri cassetti (che non sono certo segreti...) c'è un po' di tutto. Io e Angelo tra la fine degli 80 e gli inizi dei 90 abbiamo avuto varie esperienze con fanzine, programmi radio e gruppi, Giorgio invece gestiva la Mele Marce Records, semplice distribuzione di materiale autoprodotto dalla metà degli 80, trasformatasi in vera a propria etichetta discografica nel corso dei 90.
Adesso avete tirato fuori questa sorta di cofanetto Sperlari del meglio del meglio dell'hardcore "de noantri", rispolverando, accanto ai classici immortali, gruppi che non avevano nemmeno mai raggiunto il vinile (tra i tanti, per affetto, cito i Fori Coll'Accuso) e piazzandoli direttamente su cd. Anzi, doppio cd in confezione dvd con un libretto che ricorda così da vicino le vecchie fanzine tipo "Linea Diritta", che ho avuto un tuffo al cuore. Quanto avete faticato, e quanto vi ha resi felici?
Il lavoro è stato lungo, quasi un anno e mezzo, ma alla fine il risultato ci ha molto soddisfatto. Anche i gruppi presenti sono stati contenti di aver partecipato alla raccolta e di come si è conclusa l'operazione. Inserire le band "minori" è stata una scelta mirata, volevamo dare il giusto tributo a quei gruppi che per tanti e vari motivi sono rimasti nell'ombra. Il booklet è stata un'esigenza primaria, ogni band ha la sua pagina con testo, storia, foto e grafica del tempo. Credo che oggi, senza un esaustivo booklet allegato, un disco come questo non avrebbe molto senso.
C'è qualche personaggio della vecchia scena che per un motivo o per un altro ti ha fatto versare una lacrima di gioia, durante il lavoro?
Lacrime nessuna, né per gioia né per dolore... è bello però allacciare - o riallacciare, secondo i casi - contatti con i "vecchi" della scena. Ad esempio Tax dei Negazione era ed è ancora oggi una delle persone più disponibili e "alla mano" che conosca, anche Stefano degli Impact si è dato molto da fare, ha scritto per noi la "storia" forse più personale e sincera di tutti... potrei andare avanti per molto, i 45 gruppi presenti sul disco hanno contribuito attivamente e con entusiasmo, dal primo all'ultimo. Altra persona da citare è sicuramente il buon vecchio Stiv Valli, senza di lui molte cose probabilmente sarebbero andate perse e di conseguenza, col tempo, dimenticate. Tra l'altro ristamperemo T.V.O.R. 'zine, la mitica fanzine di Stiv, il quale parteciperà attivamente al progetto. Su un unico libro di circa 300 pagine verranno riprodotti (dagli originali) i 5 numeri di T.V.O.R. usciti, più un'ampia sezione di inediti composta da pagine, illustrazioni, flyer e molto altro.
C'è qualche chances che l'hardcore - più o meno politico, più o meno autoprodotto - ritorni ad avere un ruolo primario in questo cazzo di mondo punk che ha oramai perso tutti i confini e i pudori? È ancora possible far capire ai punk della MTV generation che quello che accadeva negli anni 80 era in qualche modo importante e "transgenerazionale" mentre quello che loro subiscono passivamente è adolescenziale come un milk shake alla banana? Riusciremo a sopravvivere alle testate che in copertina hanno scritto "punk" e dentro hanno scritto quasi solo pop?
Ti dico subito che, a parte qualche gruppo di vecchi amici, non conosco la scena attuale. Seguo raramente i concerti hardcore perché non mi emozionano quasi mai. Il tempo è passato e inevitabilmente la scena è mutata. Credo che oggi per un gruppo sia tutto molto più facile e di conseguenza l'urgenza e la rabbia di quegli anni si sia un po' persa, mi risulta tutto scontato e ovattato: adesso è possibile registrare a casa con il computer, c'è Internet, un sacco di locali dove proporsi per suonare... insomma sono sicuro che ai giorni nostri una punk-rock band se la passi molto meglio rispetto agli inizi, quando veramente non c'era un cazzo e le cose bisognava inventarsele e gestirle autonomamente. Poi c'è la moda, che fagocita tutto e lo risputa fuori privo di qualsiasi originalità; penso che ogni periodo abbia il suo "momento", non credo si possa tornare indietro. Per quanto riguarda le riviste, non so cosa dirti... non le compro e raramente mi capita di sfogliarle.
E a te cosa resta, cosa hai stampato nel cuore a lettere grasse? Quali gruppi e quali parole, sopra ogni altra cosa?
Sono legato a molti gruppi, ognuno di questi rappresenta un momento ben preciso, tanti ricordi e a volte, riascoltandoli, scorre qualche brivido lungo la schiena. Parole ne sono state dette, scritte e urlate molte. Basta leggere qualche nota di copertina dei dischi del periodo per capire che prima era tutta un'altra storia... " NON RIMARRÀ NIENTE DI QUELLO CHE SIAMO / RIBELLI AL NOSTRO DESTINO / PICCOLA MINACCIA IN UN TEMPO SBAGLIATO", Negazione 1986. Ciao a tutti e grazie Chef per la piacevole chiacchierata.
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